Carlo Abarth, da Merano a Vienna e ritorno

Nel guazzabuglio di confini, battaglie, trattati di pace e amori personali, la vita movimentata di Carlo Abarth, nato Karl e successivamente naturalizzato italiano, si intreccia con la tranquillità di Merano, città d’origine della famiglia paterna.

L’imprenditore e pilota nasce a Vienna il 15 novembre 1908 e, mentre il padre, ufficiale dell’esercito imperiale asburgico, svolge il suo dovere per un regno in disfacimento, il piccolo Karl già sviluppa un grande interesse per la velocità e profonda curiosità per la meccanica.

Nel 1919, dopo la fine della prima guerra mondiale che sancì lo smembramento dell’Impero austro-ungarico e la proclamazione della prima repubblica austriaca, il padre di Abarth torna alle origini, in Italia, a Merano, dove si occupa di gestire vecchie attività familiari e dove sceglie di adottare la cittadinanza italiana, tuttavia i presto la coppia si separa e la moglie torna in Austria.

Nel frattempo il giovane Karl Abarth coltiva i suoi interessi e inizia già nell’adolescenza a lavorare come meccanico, guidando motociclette e collaborando con le officine milanesi Castagna che collaboravano con la facoltà di ingegneria di Vienna per le meccaniche di precisione, e con la Degan che fabbricava telai di motociclette.

Qui viene notato da un pilota della scuderia Motor Thun dove viene assunto per occuparsi del collaudo e della revisione delle moto e dove crea il suo primo telaio. È durante la sua collaborazione con la casa produttrice di motociclette che ha l’opportunità di mettere a frutto le sue qualità sostituendo un pilota malato.

Il 29 luglio 1928 vince la sua prima gara come pilota e successivamente si conferma campione europeo per ben cinque volte, senza mai abbandonare i suoi interessi per l’ingegneria e rimanendo sempre legato a Merano dove spesso torna a fare visita al padre.

In seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale, si trasferisce a Merano dove italianizza il proprio nome in Carlo Abarth e successivamente ottiene la cittadinanza italiana.

Il 15 aprile 1949 a Torino fonda lo storico marchio che lo ha reso famoso in tutto il mondo, scegliendo come immagine per questa sua nuova attività lo scorpione, il simbolo del suo segno zodiacale. Insieme al pilota Guido Scagliarini crea un team di corse usando i veicoli ottenuti dalla liquidazione del progetto fallito di Cisitalia. Le vittorie della squadra fanno ottima pubblicità all’azienda, che ha successo sin da subito, soprattutto per la sua produzione di marmitte che aiutano a ottenere prestazioni migliori.

I celebri kit di trasformazione arrivano poco dopo e segnano la stretta collaborazione tra FIAT e Abarth, finché nel 1955 esce la Abarth 750 GT, una versione sportiva della Fiat 600 che può essere modificata anche esteticamente.

Grandi successi di un meranese che non smise mai di trascorrere le sue estati a Merano e di amare la sua città di origine che il 18 ottobre 2008 gli ha intitolata una strada a Sinigo, nella zona industriale della città.

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