Che siano salati o dolci, nessuno resiste alla bontà dei canederli

I canederli sono un piatto tipico della cucina tedesca sudorientale, ma anche delle regioni italiane come il Trentino e l’Alto Adige. Il termine viene dal tedesco, Knödel, che significa nodo.

L’origine dei canederli

Questo piatto nacque casualmente, in seguito a un episodio che sembrava essere spiacevole. Un giorno un gruppo di Lanzichenecchi arrivò in un maso altoatesino chiedendo alla contadina presente nell’abitazione di servirgli qualcosa da mangiare. In caso contrario avrebbe bruciato il maso. La contadina era impaurita, ma non si scoraggiò. Chiamò le ragazze chiedendo di prendere qualche erba dal giardino mentre lei iniziò a radunare alcuni avanzi di cibo dalla dispensa: pane vecchio, cipolle, uova, un po’ di speck e farina. La contadina amalgamò tutti gli ingredienti e aggiunse prezzemolo e sale. Poi formò delle palle e le mise a bollire per qualche minuto. Con convinzione servì la pietanza ai Lanzichenecchi. Il piatto piacque talmente tanto che al termine del pasto tutti si addormentarono. Il comandante, al risveglio, donò delle monete d’oro alla contadina come ricompensa e se ne andò soddisfatto (e a pancia piena!).

Le varianti

Da quel giorno la ricetta si diffuse fino a diventare uno dei piatti più gustosi della Germania sudorientale e del nord Italia. Nel corso del tempo nacquero delle varianti, infatti, è possibile mangiare i canederli dolci il cui ripieno è composto da albicocche o prugne. In questo caso i canederli sono serviti come piatto unico e non come dessert.

Il segreto dei canederli

Per preparare dei canederli buoni è importante lavorare bene l’impasto. Se è troppo morbido, rischia di aprirsi in fase di cottura, se invece è troppo duro bisognerà tagliarlo con un coltello. Guai a sbagliare la consistenza! La cuoca riceve i complimenti solo quando i canederli si aprono con una leggera pressione della forchetta.

Un’antica testimonianza …

Una prima rappresentazione di Knödel si trova in un affresco nella cappella di Castel d’Appiano risalente attorno al 1180. All’interno della cappella sono raffigurati episodi profani, come alcune vicende legate al re Teodorico, e sacri come la nascita di Gesù. Proprio in quest’affresco si può notare Maria sdraiata su un letto (tipica raffigurazione bizantina). Accanto a lei ci sono Gesù bambino, San Giuseppe e una giovane ancella intenta ad assaggiare uno dei canederli che stanno cuocendo in una padella. L’affresco è una preziosa testimonianza perché è la raffigurazione più antica dei canederli.

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