L’ippodromo di Merano, sede del Gran Premio, dal 1935 regala emozioni ai suoi spettatori

L’ippodromo di Merano, conosciuto anche come “Maia”, si trova nel cuore della città. Circondato dalle Alpi, è possibile ammirare le montagne del Gruppo del Tessa.

La storia

L’ippodromo fu realizzato nel 1935 dall’architetto Vietti Violi, allora molto apprezzato in Europa. Nello stesso anno si diede vita alla prima edizione Gran Premio Merano. La città di Merano ospitava le corse già dall’ottocento, quando il territorio dipendeva dalla corte degli Asburgo. È senza dubbio dalla costruzione dell’ippodromo che la città ha iniziato ad attrarre appassionati di corse sia dall’Italia che dall’Europa.

Le tribune

L’architetto Vietti Violi progettò due tribune: quella maggiore per il pubblico e quella minore per le autorità. L’ampio tetto inclinato, privo di pilastri, permette agli spettatori di seguire le corse in piena libertà visiva. L’architetto non sottovalutò nessun particolare e dedicò molta cura anche ai monumentali vani scala attraverso cui si accede alle tribune. La platea superiore, infine, è stata realizzata con una struttura scatolare interamente a sbalzo.

Le corse

Le specialità dedicate ai saltatori sono: siepi, steeple-chase e cross country. L’ippodromo si estende su un’area di 40 ettari ed è il più famoso a livello internazionale per quanto riguarda le competizioni di galoppo ad ostacoli.

La stagione dell’ippodromo di Merano

Dura da maggio a ottobre. In questo periodo vengono organizzate 25 giornate di competizione e 140 corse, principalmente nel fine settimana. Il clima e la posizione geografica permettono lo svolgimento di corse anche nei mesi di luglio e agosto.

Gran Premio Merano

Il primo fu organizzato nel 1935 al termine della costruzione della struttura. L’incantevole panorama e la geniale architettura hanno conferito notevole fascino e potere d’attrattiva alla città di Merano. Grandi nomi, provenienti da tutta l’Europa, hanno segnato la storia del Gran Premio di Merano. Come ad esempio il francese Roi de Trèfle, primo vincitore; o Pigalle che con la galoppata del 1968 ha affascinato tutti. Ancora oggi è considerata la galoppata più eclatante della storia della corsa.

Il percorso

La maggior parte della gara si svolge sotto gli occhi del pubblico. Gli ostacoli principali sono la fence, la riviera, l’oxer, il doppio travone e il siepone verticale. La complessità del circuito cattura l’attenzione degli spettatori durante tutta la gara perché nessun ostacolo va sottovalutato.

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