LA STORIA

 
3667

Sin dalla preistoria l’uomo ha vissuto nei rilievi intorno all’avvallamento dove oggi sorge Merano. Una storia antica che, passando per gli insediamenti romani e il dominio dei conti del Tirolo, ha consolidato via via l’importanza economica, logistica e turistica della città che a partire dalla seconda metà dell’ottocento ha reso noto Merano quale luogo di cura, meta culturale e di svago.

In epoca romana l’area veniva chiamata Maia, toponimo che rimane ancora oggi per indicare alcune frazioni come la bellissima Maia Alta. La colonizzazione latina durò circa quattro secoli a partire dalla prima del I secolo d.C. fino al 400. Fu in questo periodo che si sviluppò un insediamento fortificato sulla rocca di castel San Zeno. Successivamente si intensificò la cristianizzazione del territorio testimoniata anche
dalla costruzione di chiese come quella di San Pietro sopra Quarazze, considerata una delle prime chiese erette in città. Fu sotto il regno dei conti del Tirolo, nel corso del duecento, che Merano ebbe un grande momento di sviluppo. Gran parte degli edifici della città furono costruiti sotto il dominio di Alberto III di Tirolo e Mainardo II di Tirolo-Gorizia. Tra le costruzioni più importanti ci sono i portici del centro storico e la cosiddetta polveriera, così chiamata perché dal XV al XVIII secolo fu usata come deposito di polvere da sparo, munizioni ed esplosivi.

Fu soprattutto Leopoldo III, divenuto conte del Tirolo nel 1365, a contribuire alla crescita commerciale della città conferendole privilegi speciali.
Nel 1420 la sede dei conti del Tirolo fu trasferita a Innsbruck e spostata la zecca che dal 1274 aveva il diritto di conio ufficiale concesso da Rodolfo d’Asburgo. Fu questo un evento che costrinse Merano al ruolo di semplice provincia.
Per secoli la città rimase ai margini dell’economia e della politica e bisognerà aspettare le imprese di Andreas Hofer, patriota tirolese che nel 1809 guidò una serie di insurrezioni contro Napoleone e la Baviera alla quale la regione era stata ceduta sin del 1805. Gli insorti dopo aver promosso una serie di riforme religiose e culturali, furono schiacciati dalla superiorità numerica dell’esercito franco-bavarese e Hofer venne processato e fucilato.

Nella seconda metà dell’ottocento, la città si afferma come luogo di cura e di villeggiatura. Molti personaggi illustri e notabili venivano per approfittare del clima mite e delle stazioni termali. Fondamentale il contributo di Johann Nepomuk Huber, medico personale della principessa Mathilde von Schwarzenberg, il quale attestò le virtù terapeutiche dell’aria salubre, delle temperature non troppo rigide, del siero di latte e dell’uva della regione. Anche la creazione delle infrastrutture adeguate, tra le quali spicca certamente il Kurhaus del 1874, contribuì ad attirare personaggi come l’imperatrice Elisabetta, Franz Kafka e molti altri.

Condividi su: